La nave italiana, al centro della disputa sulla morte dei due pescatori indiani a bordo del peschereccio St. Antony, da mesi ferma nel porto di Kochi potrebbe finalmente salpare.
Nei mesi passati la Corte Suprema Indiana ha piu’ volte concesso e poi ritirato il permesso di lasciare il porto giustificando tale comportamento prima sulle richieste delle famiglie delle vittime poi sulle perizie ancora da concludere o sulle indagini in corso.
Ieri la Corte Suprema Indiana, rinviando di un altro giorno la decisione finale, ha dichiarato di aspettare chiarimenti dal Governo Italiano che dovrebbe impegnarsi a garantire la disponibilita’ dei quattro maro’, ancora a bordo della Lexie, a comparire al processo dei loro due colleghi incriminati, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e a non ostacolare le indagini.
Certo e’ una richiesta difficile da accontentare per la posizione portata avanti dal Governo Italiano che vorrebbe invece il riconoscimento della giurisdizione internazionale sul caso.
A rappresentare l’Italia nella disputa giudiziaria è Harish Salve, tra i più noti giuristi indiani.
Non bisogna poi dimenticare anche la questione dei risarcimenti disposti dal Governo Italiano nei confronti delle Famiglie delle vittime, che ricordiamolo hanno accettato questo risarcimento e non si vorrebbero piu’ costituire come parte lesa.
Come e’ stato gia’ detto la Corte Suprema Indiana ha bloccato i fondi del risarcimento e vorrebbe che questi fossero definiti solo come “un gesto di buona volonta’” e non come un accordo extragiudiziale.
Attendiamo i prossimi eventi.