A Rovigo, dal 23 febbraio al 23 giugno 2013, a Palazzo Roverella, e’ aperta la Mostra “Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil” promossa da Fondazione Cariparo e Intesa SanPaolo, diretta da Alessia Vedova, curata da Paolo Serafini.
La mostra, attraverso la storia di questa famosa Maison, racconta l’evoluzione del mercato dell’arte, il modo in cui si è forgiato il gusto ed indirizzato il collezionismo. Ciò è stato reso possibile da Serafini, uno dei maggiori esperti dell’ 800, grazie a un’appassionata ricerca ed attento studio dei m a t e r i a l i conservati a l Museo Goupil di Bordeaux e dei registri originali delle opere acquistate e vendute dalla Maison, custoditi al Getty Research Institute di Los Angeles.
La Maison fondata nel 1829 da Adolphe Goupil (1806-1893) e Joseph-Henry Rittner inizia la sua attività occupandosi di incisioni e litografie tratte dai capolavori dell’arte antica e dalle opere contemporanee selezionate al Salon di Parigi; in seguito si dedicherà alla vendita diretta delle opere originali.
Negli anni ’40 apre le sedi di Londra e New York, seguiranno nel ’60 le sedi dell’Aia, Berlino, Vienna, Bruxelles. Avrà molti pubblici riconoscimenti tra cui la Légion d’Honneur per aver diffuso nel mondo i valori dell’arte francese.
L’800 è il secolo di transizione dal moderno al contemporaneo, una trasformazione epocale che riguarda la società, la politica, l’economia, la filosofia, le arti.
In questo mondo dell’arte così variegato Goupil referenzierà una pittura di altissima qualità capace di dare un’immagine scintillante di bellezza, eleganza, gioia di vivere, internazionalità ad una borghesia tesa ad esprimere valori di progresso.
I pittori italiani ricordati nei registri della Maison sono un centinaio. Parte delle opere esposte di proprietà privata non sono mai state viste prima, altre appartengono a musei stranieri; molte portano ancora i timbri e le targhette originali della Galleria.
Il logo della Mostra e’ di Vittorio Corcos “Le istitutrici ai Campi Elisi”.
La mostra (in cui è filo conduttore il continuo rapporto tra i dipinti e le incisioni da essi tratte) inizia con Giuseppe De Nittis che, giunto a Parigi nel 1867, farà da apripista a molti connazionali.
Segue Giovanni Boldini che realizzerà per la Maison straordinari capolavori tra cui lo stupendo “ritratto di Marthe Regnier”.
Per Edoardo Tofano “L’abbraccio di una coppia di sposi alla fine del ricevimento nuziale”, opera così ribattezzata da Goupil.
Un’intera sezione è dedicata ad Antonio Mancini i cui dipinti realizzati per la Maison sono fra i più significativi della sua carriera, in particolare il ciclo dei saltimbanchi tra cui “Saltimbanco con piuma di pavone”.
Di Morelli “La figlia di Jairo” esposta per l’ultima volta alla Biennale di Venezia (1928).
Tra gli artisti meridionali troviamo Rossano, Campriani, Giacomo di Chirico con il vivace “Sposalizio in Basilicata” visto l’ultima volta all’Esposizione di Napoli (1877)
Una mostra raffinata come lo è la qualità dei quadri esposti, allestita con un criterio museale che ci restituisce il gusto della bella pittura.
Da non perdere!